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lunedì 14 aprile 2014

Grandi novità per gli Alogia: la storica metal band serba conferma l'uscita del sesto disco "Elegia Balcanica" e lancia il videoclip di "Vreme Je"


Blob Agency 

presenta

Il nuovo disco degli AlogiA: "Elegia Balcanica" sarà pubblicato a Settembre 2014


La storica metal band serba, guidata dai fratelli Srdjan e Miroslaw Brankovi, dopo la firma del contratto con Miner Records, lancia il videoclip del brano “Vreme Je” e conferma la partecipazione al festival MetalDays 2014.


Genere: Metal

Data di pubblicazione: Settembre 2014

Etichetta : Miner Records

Videoclip Ufficiale “Vreme Je”: http://youtu.be/idw-tTHPhbo




Dal sito del MetalDays 2014: “Sky ripping guitars in the vein of great guitar maestros, flashing solo parts, strong keyboard atmosphere and vocals that rule the vast hights. This can only be AlogiA, serbian melodic metal champions.”...

Una presentazione apologetica per un gruppo che ha segnato la storia del metal in area balcanica raggiungendo il top delle vendite e facendo registrare sempre il tutto esaurito ai propri concerti nei territori dell’ex Yugoslavia.

Avevamo già avuto l’opportunità di parlarne anche dalle nostre parti in occasione dell’uscita del primo singolo “Elegia Balcanica”, che porta il nome di quello che sarà il sesto appuntamento su CD per una grande band che ha in serbo per noi una serie entusiasmante di novità!

Innanzitutto, la firma del contratto con Miner Records: una nuova, promettente realtà nell’ambito discografico balcanico, specializzata in metal, che si è dichiarata onorata dell’accordo raggiunto con gli AlogiA che rappresenteranno il gruppo di punta del roster.

L’accordo raggiunto sancisce l’uscita dell’album a Settembre 2014.
Elegia Balcanica –ricordiamolo- fa seguito a:

e alle numerosissime collaborazioni e b-sides projects che hanno arricchito il percorso musicale degli artisti Serbi. : Eden's Curse, Expedition Delta, Vivaldi Metal Project, Dreyelands, Despot, Lunar Pocket, Labyrinth, Shadow Gallery....

Gli Alogia sono lieti di confermare la loro partecipazione al MetalDays 2014 http://metaldays.net/Line_up/Band/246/Alogia che li vedrà in azione insieme ad un cast d’eccezione (Megadeth, Volbeat, Opeth….)

Non dimentichiamo poi il più recente video rilasciato dagli AlogiA: “Vreme Je


Questo è il secondo brano tratto da un album che si preannuncia, pur nel rispetto dei canoni classici del metal e del rock più duro, come un progetto aperto ad atmosfere Balcaniche, e richiami ad un’etnicità che ben definisce la Band, esaltandone le peculiarità e differenziandola dalla massa che popola un mercato discografico che la rete ha contribuito a rendere senza confini.

Dalle parole di presentazione di Srdjan Brankovic -chitarrista, autore e fondatore del progetto insieme al fratello Miroslaw (anch’egli alle chitarre) sin dal lontano 2000- traspare l’entusiasmo di chi, nonostante abbia segnato la storia del metal d’oltre Adriatico, sembra comunque percepire la consapevolezza di star per intraprendere un nuovo, entusiasmante percorso artistico e musicale.

Con Srdjan e Miroslaw Brankovic completano la line up:

-Nikola Mijic (il cui esordio avvenne agli albori della nascita degli AlogiA e in seguito alla vittoria del più importante concorso canoro nazionale): una voce potente e melodica di cui non hanno saputo fare a meno altre due grandi bands: i progsters Ungheresi Dreyelands (che vantano nel proprio curriculum live anche una partecipazione a supporto dei Queensryche), e i Britannici Eden’s Curse (che annoverano tra le proprie fila anche l’ex batterista di Paul Di’Anno)

- Vladimir Đedović e Vladimir Ranisavljević rispettivamente: al basso e alle tastiere

- Srdjan Golubica (conteso e condiviso con un altro grande gruppo Serbo: Pero Defformero)




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Rassegna Stampa


















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Cell.: 3396038451
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lunedì 7 aprile 2014

Virgo - L'appuntamento

La copertina del disco di debutto dei vicentini Virgo


L’appuntamento” è l’album d’esordio dei vicentini “Virgo”. Parte della band riceve già diversi riconoscimenti fino al 2010 con il nome di Papataci, attualmente si presentano come Virgo, il che sta a testimoniare la rinnovata verginità musicale della band, avendo presentato un importante cambio di line-up riguardante due componenti su quattro, ovvero l’ingresso del cantante Daniele Perrino e il chitarrista \ tastierista Michele Prontera. Sebbene auto-prodotto, è da apprezzare la qualità delle registrazioni e la produzione nella sua totalità, infatti i volumi sono ben bilanciati e i suoni molto pieni.

La musica dei Virgo si presenta sin dalle prime tracce come un rock dinamico e travolgente, le sonorità spaziano sul campo dell’alternative e già ascoltando la breve intro di “Non Ti Sogno Più”, si intuisce un’influenza stoner rock che accompagnerà buona parte dell’album. Un’altra influenza abbastanza marcata è senz’altro quella del rock blues riscontrabile soprattutto nella chitarra di Prontera, sia nel suono, non eccessivamente distorto, sia nei riff e nei lick presenti in tutti i pezzi. “L’appuntamento” è comunque un lavoro molto vario e mai scontato, complice il dinamismo espresso dalla sezione ritmica e le strutture dei brani con frenate improvvise seguite da brusche e potenti ripartenze.

Anche i testi hanno un’impronta molto particolare, costituiti spesso da parole di grande forza evocativa che giocano su un piano astratto e di percezioni sensoriali. A questo proposito riveste un ruolo importante la performance vocale del cantante Daniele Perrino, il quale mette in mostra uno stile che in Italia, ma soprattutto in italiano, per quanto mi riguarda non ha ancora eguali e non mi sento troppo generoso nel dire che gli unici paragoni proponibili sono con musicisti di fama internazionale come Jeff Buckley o Myles Kennedy.

Nel complesso, “L’appuntamento” è un disco veramente degno di rilievo al quale ogni componente del gruppo ha contribuito largamente con la propria esperienza, creatività e personalità.

By Corrado Basso 



https://soundcloud.com/virgo-the-band

https://www.facebook.com/pages/VIRGO/120318194751830?fref=ts

http://virgotheband.blogspot.it/

lunedì 24 marzo 2014

"Doctor Krapula Presente": il videoclip ufficiale della celebre band ska/punk colombiana Doctor Krapula

La celebre punk/ska band colombiana Doctor Krapula

Il videoclip ufficiale “Doctor Krapula Presente” estratto dall'album di successo “Viva El Planeta” dei celebri Doctor Krapula.

"Doctor Krapula Presente" è parte delle dieci tracce che compongono l'ultimo pluripremiato disco "Viva El Planeta", uscito nel 2012. La regia del videoclip viene affidata a Christian Schmid Rincòn, il quale riesce a sottolineare la grande forza ed energia live del gruppo colombiano guidato dal frontman Mario Munez, riprendendolo durante un concerto tenutosi al SO36 di Berlino in Germania nel tour 2012.

Doctor Krapula Presente” è una canzone che rivendica le radici punk del gruppo ed il cui testo rappresenta la missione dei Doctor Krapula, ovvero continuare ad essere esponenti attivi del movimento artistico cosciente dell’America Latina, ruolo che conducono insieme a colleghi ed amici come Manu Chao. Formatisi nel 1998 nella capitale colombiana Bogotà, i Doctor Krapula vantano ad oggi oltre 830.000 fan della pagina Facebook e oltre 5.400.000 visualizzazioni del canale YouTube nonchè numerosi premi e riconoscimenti, tra cui dieci Shock de la Musica”, tre nominations ai premi MTV e tre nominations ai Latin Grammy.

La band inizierà a breve il suo tour mondiale (il quinto) in Colombia. Ha inoltre pianificato un giro attraverso più di quindici paesi tra cui Stati Uniti (nei quali si è già esibita nel 2009 al prestigioso SXSW Festival), Germania, Svizzera, Austria, Messico, Argentina e anche Italia, dove sarà protagonista di 3 concerti previsti per il 4, 11 e 13 Luglio 2014.


Sito ufficiale della band: www.doctorkrapula.net

Fan Page







mercoledì 12 marzo 2014

Dall'ultimo album La Visita ecco "Sabato", nuovo singolo e videoclip di Angela Kinczly

Esce "Sabato", nuovo singolo e videoclip estratto dal nuovo album La Visita

Angela Kinczly, artista del roster Qui Base Luna presenta il videoclip SABATO, brano estratto dal suo album LA VISITA

Non tutti i sabati vengono per nuocere. Il mio sabato però è dolcemente spietato e mi fa sentire sola e inadeguata al confronto delle promesse che porta. Quel giorno ti aspetti che il futuro si materializzi davanti a te a vista d’occhio e invece ti ritrovi a cercare tra vecchie fotografie le emozioni del passato: com’era bello il mare, anche la paura di annegare” Angela Kinczly

In queste righe Angela Kinczly ci racconta il suo rapporto conflittuale con il giorno che per molti è il più amato e desiderato della settimana, il Sabato, che esorcizza con una canzone dolce e amara.
 Anche “Sabato”,come gli altri due singoli che lo hanno preceduto, fa parte de “La Visita”, l’ultimo album di Angela Kinczly pubblicato lo scorso 17 giugno da Qui Base Luna. Dopo l’uscita del primo singolo “L’uomo che non c’è”, che ha di fatto anticipato l’album, e “Volerò” secondo brano scelto per le radio, è la volta di “Sabato”, un brano vestito di leggerezza e di primavera a dispetto del suo contenuto. 


Sabato ora è anche un videoclip:

)

Tra le novità che riguardano l’artista segnaliamo la recente collaborazione con i Pink Holy Days; è di Angela infatti la voce del nuovo singolo Vertigo. Angela non è nuova alle collaborazioni con formazioni elettroniche come in passato quella con Auchan.

Riprese di Angela Kinczly e Mattia Cacciatori

Montaggio di Andrea Ponzoni



Produzione artistica Stefano Castagna

Label Qui Base Luna

Visita il sito: www.angelakinczly.com

Download e ascolti: www.quibaseluna.com/artisti/angela-kincz­ly-2/





venerdì 17 gennaio 2014

Massimo Coppola – Sinceri Oroscopi (Silent Groove)

Il songwriter pubblica il nuovo album "Sinceri oroscopi"

Il mondo non è cambiato rispetto a due anni fa (il precedente album The Answer è del 2011) ma lo sguardo di Massimo Coppola nel suo ultimo lavoro, Sinceri Oroscopi, sembra più rarefatto e disincantato, meno teso ed aggressivo. Massimo suona in tutti i brani nonostante la presenza di importanti ospiti nel disco come l'amico Vince Pastano (che suona attualmente con Luca Carboni ed ha suonato nell'ultimo singolo di Vasco Rossi) o Silvia Falivene, interprete splendida (sentire l'unica cover dell'album che condivide con Massimo, Pale Shelter dei Tears For Fears, vecchia passione del nostro) e backing vocals in altri due brani. 

La copertina del nuovo album del cantautore Massimo Coppola

Altra passione sono i fiati, testimonianza di un amore per il jazz ben presente in vari assoli condotti da Massimo Greco a tromba e flicorno, collaboratore di Zucchero e musicista presente su albums della ECM, label rappresentativa del miglior jazz internazionale e Andrea Ferrario al sax, componente della band di Mingardi e turnista anche per Michael Bublè. Una girandola di nomi importanti che amplifica soltanto la spontaneità, la bellezza e la forza di Sinceri Oroscopi, un album che svela sorprese ad ogni ascolto nonostante la semplicità con cui cattura.

Link all'ascolto:

(Ufficio Stampa)

venerdì 20 dicembre 2013

Corso di canto Lezione 3: La Voce, tra tecnica ed interpretazione


La voce, tra Tecnica e Interpretazione


A cura di Roberto Ivaldi

E' sempre stato uno dei dibattiti più accesi, che ha coinvolto gli amanti del canto e della musica, a partire dai neofiti fino ad arrivare agli esperti del settore: “Meglio la tecnica o l'interpretazione?”

In questo articolo analizzeremo questi due aspetti che maggiormente interessano ad un cantante, aspetti che ci portano a fare un'analisi profonda della nostra voce. Ho sentito molte volte le seguenti affermazioni: “canto cover e la mia voce deve assomigliare a quel cantante” o “devo rendere mio quel brano” o ancora “meglio concentrarsi sulla precisione tecnica” e “importante è usare il cuore ed emozionare”... Niente di nuovo! Ovviamente non si può dare una risposta che accontenti tutti, ma in realtà c'è un filo che lega interpretazione e tecnica. La spiegazione la troviamo nella nostra voce, o meglio negli elementi che la compongono. Si, perché in realtà tecnica ed interpretazione devono essere viste come due facce della stessa medaglia.

Per spiegare in modo chiaro questo argomento, è necessario parlare di due fattori: Anatomia e Tecnica Vocale.

Partiamo dal concetto anatomico:



Durante l'inspirazione si possono definire i polmoni come la fonte dell'energia che determina la vibrazione delle corde vocali. Le corde vocali producono le frequenze che stabiliscono l'altezza dei suoni della voce parlata e cantata. La frequenza generata dalle corde vocali grazie alle zone di risonanza che possono essere di tre tipi:

- Morbide: Palato molle, Faringe, Guance.
- Dure: Ossa del Cranio e del Corpo, Cassa Toracica, Denti.
- Cave: Seni Sfenoidali (dietro gli zigomi),Cavità Orali e Nasali, Seni Frontali, Seni Mascellari
Anche labbra e lingua e ovviamente l'epiglottide contribuiscono alla risonanza vocale.
Tutte queste zone sono coordinate dal cervello per l'articolazione e pronuncia delle parole.
Questo concetto può far capire quanto l'apparato fonatorio crei già di per sé i presupposti non solo per una voce in sicurezza, ma anche per la qualità interpretativa dei suoni, che vengono “risvegliati” attraverso la risonanza interessata, stimolati ad esempio da fattori come umore, orecchio musicale e sensibilità.
La stessa cosa avviene per i “colori della voce”. Le sfumature del nostro stato d'animo vengono a contatto con elementi quali ad esempio il tono, la velocità di scansione dei termini, pause e volume creando un suono unico, impossibile però da realizzarsi senza l'uso (inconsapevole in quanto abitudinario) delle tecniche espressive della voce.
Questo verifica quanto nell'interpretazione ci sia un fondamento di tecnica.
Dopo una breve spiegazione anatomica, passiamo alla Tecnica Vocale.
I suoni prodotti dalle corde vocali vengono chiamati sistema "portante".
Tutte le zone di risonanza che tendono a modificare timbro, l'intensità e la cadenza portante fanno parte del sistema "modulante".

Per fare chiarezza possiamo dire che la frequenza portante, cioè l'altezza dei suoni emessi dalle corde vocali, può variare indipendentemente dal comportamento del sistema modulante.

Questo perché il sistema modulante può stimolare la fonazione a prescindere dalla frequenza portante emessa dalle corde vocali. Se ad esempio in emissione di "esse” le corde vocali risultano aperte e non possono creare suono. E' invece il passaggio dell'aria distribuita dai polmoni ad avviare il sistema modulante. Il risultato sarà altrettanto percepito con l'emissione di "esse" prolungata. Infatti, modificando la posizione di labbra e cavità orale, il flusso sonoro pur rimanendo tale, subirà una modificazione a livello timbrico risultando appunto "modulato ". Tutto questo per spiegare quanto funzioni come respirazione e risonanze, se utilizzate in modo corretto, producono vera e propria qualità sonora, oltre che a disciplinare l'atto fonatorio. Ad esempio, alcuni artisti vengono accusati di essere freddi, di risultare non comunicativi. Sicuro sia solo un problema emotivo, di interpretazione? C'entra anche la Tecnica Vocale.

Riconoscere quali zone di risonanza utilizzare, come sostenere i suoni con il diaframma, evitare di avere una voce troppo tesa e rigida, che non sappia glissare o eseguire passaggi delicati e morbidi sono tutte forme di mancanza di tecnica. Per fare un esempio, utilizzando un'emissione di tipo ingolata ( si dice anche schiacciata), il risultato fonico sarà stridente, sbiancante e soffocato in una zona ristretta dell'apparato di risonanza. Questo chiaramente comporta una difficoltà a realizzare l'interpretazione.
Nel caso invece di un'emissione morbida (esempio la maschera) c'è il rischio inverso, ovvero di ottenere una sensazione di vocalità troppo aerea e nasale, a causa di un' uso eccessivo del palato molle, a scapito di ampiezza e gradevolezza , sensazioni che sono proprie della stessa emissione morbida.
Troppa tecnica quindi non significa essere solo “bravi” ma può comportare rigidità e dissonanza nelle vibrazioni sonore, che risulteranno indecise e imprecise, e potrebbero non essere percepite in maniera corretta dal pubblico che ascolta.
In questo articolo si potrebbero dare dei consigli generici su come realizzare una voce che abbia componenti tecniche e di interpretazione, tuttavia non sarebbero di totale aiuto ai lettori, in quanto la voce di ognuno è diversa, e soprattutto i consigli non sarebbero mirati alla voce del cantante interessato. Questo lo ritengo un aspetto fondamentale.
A tal proposito mi sento di offrire i seguenti suggerimenti, che possono essere alla portata di tutti:
Evitare di imparare il canto “a pappagallo”: Studi di gruppo non favoriscono la crescita e possono creare confusione, meglio un corso personalizzato in base alle esigenze.
Leggere è utile, ma fino a un certo punto: Esistono molti testi interessanti che trattano di canto, ma la cultura non sempre è finalizzabile in concreto e rischia di restare un concetto teorico, filosofico. Consigliabile quindi di chiedere supporto a un esperto qualora si desiderasse approfondire in termini tecnici.
Diffidare dai metodi che promettono risultati in breve tempo: Il canto è una dote, un talento. Questo è vero, come è vero che seppur a diversi livelli tutti siamo in grado di cantare. Ma esistono metodi che indicano la possibilità di “costruire da zero la voce” in poco tempo affidandosi a tecniche di natura classica o moderna. Purtroppo non è la realtà. Per imparare a cantare servono impegno, dedizione, esercitazione. Non esistono “pulsanti”. Certo, si può trasformare una voce, anche in un tempo relativamente breve, ma passare da neofita a esperto è un percorso, e vi garantisco che vale la pena farlo.
Respirazione e Diaframma: Imparate a controllare e a sfruttare al meglio queste due componenti. Sono vitali per la salute, la sicurezza e la qualità della voce.
Cantare non significa urlare: Rispettate il vostro registro vocale, molti decibel non significano grande voce. Grande voce è quando sapete gestirla, modularla, controllarla, farla risuonare con agilità e senza fatica né dolore. Chiaramente è giustissimo superare i propri limiti vocali, ma provateci solo con un professionista che vi segua passo passo, sempre. Partite dalla tessitura, la zona più agile della vostra voce, e con pazienza provate a migliorare estensione, pienezza dei suoni, passaggi ecc.. sia in grave che in acuto. Sperimentare accresce, strafare distrugge.
Il messaggio: E' importante capire quale messaggio vogliamo dare. A prescindere dal tema del nostro testo (cover o inedito), abbiamo in quanto artisti la possibilità e il privilegio di raccontare a “modo nostro” questa “storia”. Intendo dire che genuinità e sincerità sono molto meglio di una maschera di apparente perfezione. Il messaggio è un qualcosa che abbiamo dentro, e nessuno può e deve snaturarlo. Non esiste una scuola per l'istinto, per la passione. Lasciatevi trascinare, raccontate la vostra storia.
Rispettare la propria voce: Evitare sostanze quali fumo, alcool e bevande gassate. Coprire la gola con una sciarpa se fa freddo e non cantare mai a voce fredda. Le corde vocali sono molto delicate, trattiamole con la massima cura.
Per l'interpretazione, un consiglio è quello di leggere a voce moderata il testo di un libro. Ascoltarsi e cercare di carpire le sfumature della nostra voce è fondamentale. Analizzare quali elementi sono da migliorare e quali vanno valorizzati, come descritto in precedenza (tono, pause ecc...). Inoltre, comprendere il significato di un testo è molto importante, lavorate sull'empatia tra voi, il vostro modo di percepire e poi trasmettere le emozioni, e il vostro testo. Altra cosa importante, conoscere quali zone di risonanza utilizzate più spesso, cosa fa il vostro apparato fonatorio mentre cantate. Come si muove, cosa esprime.
Sperando di avere chiarito, almeno in parte, quanto Tecnica e Interpretazione siano in realtà due elementi molto vicini tra loro, invito tutti i lettori a sperimentare con gioia e curiosità questo nuovo approccio, che sia di stimolo per comprendere che se la voce è utilizzata con naturalezza, equilibrio e consapevolezza, allora il risultato sarà per forza ottimale, ideale. Approfondendo ogni sfumatura del vostro modo di cantare, apprezzerete maggiormente la grande arte del cantare bene, con tecnica, interpretazione e cuore.
"LE VIBRAZIONI TECNICHE SI FONDONO A QUELLE EMOZIONALI, LEGANDO UN FLUSSO SONORO IMPOSSIBILE DA INTERROMPERE”.

Roberto Ivaldi

Insegnante di Canto
Supporto per Artisti Emergenti
Assistenza alla Produzione
Perfezionamento Tecnico
Sviluppo Manageriale
Tel: 3409870817
Mail: corsidicantomoderno@gmail.com
Facebook : https://www.facebook.com/RobertoIvaldi

venerdì 6 dicembre 2013

GmG & The Beta Project - "Queen With No Crown"

La copertina del disco di Gmg & The Beta Project

A cura di Bluff

Ed eccoci qui, sistemo i miei appunti, alzo il volume delle casse e mi lascio trascinare dalle melodie che l’underground italiano sa offrire. Questa volta a farmi compagnia ed attirare la mia attenzione ci pensa un cantautore nostrano assieme al suo gruppo. Già dal nome li adoro. GmG & the Beta Project, fa molto anni ’60-’70, quando i complessi musicali prendevano principalmente il nome del leader, mentre gli altri membri venivano raggruppati sotto diverso nome. In poche parole è come se fossero due entità diverse, che raggiungono il proprio sound solo assieme. GmG sta per Giuliomaria Garbelotto, mente creativa ed ideatrice del progetto.

Il cantautore vicentino avrebbe iniziato la sua avventura musicale da solo, seguendo la propria passione per la scrittura e per la musica. Si accorge ben presto che una persona non è abbastanza per il sound che ricerca, sound diverso dalla normale composizione, sound che parla di molti generi senza soffermarsi su uno in particolare, un sound adatto ai Beta Project. E’ il 2012 quando nasce la band che lo avrebbe accompagnato nei concerti e ben presto i componenti siglarono la propria presenza ponendo il proprio nome accanto a quello del cantautore. E che dire?! Beh, secondo il mio modesto parere questa collaborazione funziona; è come se i Beta Project esprimessero ciò che un uomo solo non può esprimere, per evidenti limitazioni fisiche, come se la mente fosse una sola ma avesse come sfogo le mani e le voci di un’intera band. Ed è su tali basi che poggia questo interessante progetto musicale, difficile da inquadrare all’interno di un genere: si sentono tracce di indie mischiarsi a sonorità tipiche della bossanova con una palese influenza ska... insomma in poche parole: Gmg & the Beta Project.

Queen with no Crown”!! E’ questo il nome del lavoro che mi ha riempito le orecchie in questi ultimi giorni. Il progetto nasce nel 2010 e segna l’esordio di questa nuova formazione musicale. 43 minuti che potrebbero durare il doppio senza il rischio di stancare. Esistono due modi secondo me di ascoltare le tracce che compongono questo lavoro: è possibile lasciarle scorrere in sottofondo, come una colonna sonora della propria giornata, oppure possiamo concentrarci su di queste e carpirne tutte le delizie musicali, tutta la bravura di questa band, all’interno della quale ogni componente si ritaglia un ruolo di primaria importanza.
Andiamo avanti, che altrimenti non riesco a rendere onore a questo gruppo, che sicuramente merita più di quanto riuscirò a scrivere.

Queen with no Crown” è un lavoro composto da 10 tracce di cui la maggior parte in inglese. Pronuncia buona, ottima sillabazione e ritmo della lingua straniera…insomma, si sente che sono italiani ma la cosa non disturba affatto. Se poi uno sentisse la mancanza di qualche parola nostrana gli basterà aspettare la conclusione dell’album, quando il sound si fa più rilassato e il cantato riprende le nostre parole. Non ho modo di analizzare ogni brano, ci vorrebbe troppo, anche perché la tecnica e la bravura sono di un certo livello e meriterebbero dei commenti troppo specifici. Mi limiterò a dirvi quali secondo me sono le canzoni simbolo di questo prodotto, precisando che non c’è una sola traccia che mi abbia lasciato l’amaro in bocca.


L’inizio dell’album è incredibile. “Misread Emotions” è un’apertura perfetta, la voce femminile un po’ soul introduce a quella che è la particolarità di un sound carico di emozione. La seconda canzone, quella che dà il nome all’intero progetto, ossia “Queen with no Crown”, mostra tutta la qualità da cantautore di Garbelotto : una voce espressiva, costruita su di una ritmica che cresce nel proseguire della traccia. Per concludere la triade di partenza, cito solamente il titolo del terzo brano senza dire niente, andate ad ascoltarlo, “The Stars and Sky Song”, a mio parere la canzone meglio riuscita, più varia e ricca di particolarità. Proseguendo nell’ascolto possiamo incontrare la passione acustica di Giuliomaria, soprattutto in brani come “Me and Myself” e “(My) Grace is Gone”.

I caratteri a mia disposizione stanno finendo. Vi lascio quindi con il consiglio di prendervi tutti il tempo necessario per calarvi nell’ascolto di un progetto musicale che si distingue dalla piatta musica moderna, facendoci riscoprire sound più elaborati ed espressivi. 








martedì 29 ottobre 2013

Fabio Magi presenta: “Appunti d’amore”

Fabio Magi, cantautore calabrese all'esordio con l'ep "Appunti d'amore"

By Nana Arima

Fabio Magisano (in arte Fabio Magi), 37 anni e sempre in giro tra Modena, Milano e Catanzaro. Nel 1995 i primi approcci con la chitarra, due anni dopo ecco le prime composizioni, piccole parentesi che ritornano poi timide dentro un cassetto… fino a novembre 2012 quando arriva il momento di liberarle completamente con il singolo “Tutto per te”. Il brano viene trasmesso in radio (studio54 network) nel marzo 2013, raccogliendo un grande numero di consensi sia di pubblico che di critica, diventando una delle canzoni più suonate e restando primo nella classifica dell’emittente per ben 4 settimane.

Il 29 giugno esce l’EPAppunti d’amore”, presentato all’anfiteatro Villa Comunale di Soverato dove il pubblico ha potuto conoscere in anteprima le nuove tracce.

"Appunti d'amore", il debutto di Fabio Magi

6 brani registrati tra gli studi della Raighes Records di Roberto Diana di Luras e quelli di Los Angeles. Diana è chitarrista, producer, turnista e polistrumentista e annovera importanti collaborazioni con artisti di grande spessore quali WILL T MASSEY, TONY LEVIN, BRIAN RAY, ROBERTA FACCIANI, PIETRO NOBILE, VINNIE COLAIUTA, FRANK GAMBALE, DEAN PARKS, AMANDA SHIRES, JOEY HUFFRAN, RACHEL Z, RICHARD HUNTER e MIKE SLO-MO, BRENNER e molti altri.

6 racconti sulle varie sfaccettature dell’amore, da quello finito a quello che sta per nascere, orecchiabili, semplici ma mai banali ed allo stesso tempo profondi. Chi li ascolta può benissimo riconoscervisi e farsi avvolgere da un’atmosfera piacevole e mai troppo “grigia” nonostante il tema. Magi è l’esempio che si può parlare d’amore senza essere né troppo scontati né troppo pesanti.

Ottima scelta sul singolo “Tutto per te”, ma non vanno sottovalutate tracce come “Forse non sarò”, “Come ti conviene” o “Una nuova canzone d’amore” (singolo che ha già raggiunto e poi superato le 14.000 visualizzazioni sul canale YOUTUBE dell'artista).
Aspettiamo l’uscita del nuovo album, sempre edito dalla Raighes Records. In bocca al lupo!




L’EP è acquistabile in tutti i digital store ed ascoltabile in streaming su Soundcloud (https://soundcloud.com/fabio-magi/sets/appunti-damore-full-ep





 



mercoledì 16 ottobre 2013

"StereoBus e Classici dal Futuro" : i due nuovi format di Mauro Boccuni

StereoBus: format italiano di musica indipendente condotto da Mauro Boccuni e Andrea Cimmino

"Girovagando su Spreaker,la celebre pedana di podcast e radio, ci siamo imbattuti oggi in due  nuovi podcast che hanno decisamente destato la nostra curiosità:Stereobus e Classici del futuro"

STEREOBUS è un format in italiano, totalmente indipendente, di intrattenimento & musica indipendente per la web radio e i social network.

STEREOBUS è un format ideato e condotto da Mauro Boccuni e Andrea Cimmino.

La sigla del programma è di Raffaele Cardone che l'ha suonata e prodotta negli studi di illimitarte (http://associazione.illimitarte.com/), Villaricca.

STEREOBUS è distribuita sul canale malobo62 della piattaforma Spreaker 

http://www.spreaker.com/user/malobo62


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Vogliamo inoltre presentarvi un nuovo format italiano dedicato alla musica dei nostri giorni presa però in considerazione da un angolatura “leggermente” differente.


CLASSICI DAL FUTURO è un programma ideato e condotto da Mauro Boccuni.
Tutti i futuri potenziali classici della stagione in corso vengono offerti all'ascolto dei partecipanti come se venissero trasmessi da un tempo sufficientemente lontano per essere ricordati con la nostalgia che pervade la nostra memoria di oggi per i classici di 50/40/30/20 anni fa.

Un modo per dire a chi mi ascolta di non perdersi la Storia mentre si fa, come accadeva a chi ascoltava il beat, il prog, il metal rock, il punk quando senza preavviso :) - come la Storia di solito fa - le cose accadono e ci cambiano i punti di vista.








lunedì 30 settembre 2013

Jacopo Ratini - "Disturbi di Personalità"

il cantautore romano Jacopo Ratini con il nuovo disco "Disturbi di personalità"

A cura de Il Cala

Nella apparente spensieratezza della musica e delle parole di Jacopo Ratini, si nasconde un bel talento e soprattutto la capacità di affrontare temi quotidiani e semplici senza cadere nella banalità tipica del peggior pop e al contempo senza prendersi troppo sul serio.

Jacopo sa come maneggiare i testi e li abbina a musiche accattivanti, che chiamano o suggeriscono un ritornello e che ti si incollano addosso come la sabbia di una spiaggia estiva, stagione che ispira queste 11 tracce. Riferimenti importanti, nomi altisonanti vengono evocati da questi pezzi, Tiziano Ferro, i primi Bluvertigo, oltre a tutta quella serie di artisti sempre a cavallo tra pop d'autore e da classifiche, come ad esempio Max Gazzè e alcune cose di Daniele Silvestri. Tra le canzoni spicca la divertente “Ogni tuoi ventotto giorni” che affronta il tema delicatissimo del come rapportarsi con la propria donna “in quei giorni lì” (dai, ci siamo capiti no?). Proprio in questo pezzo emerge l'ironia di Jacopo, che scommetto strappa un sorriso anche alle ragazze che lo ascoltano “in quei giorni”.


Ironia che comunque permea tutto l'album, contrassegnato da ballate elettroacustiche e divertenti pezzi ballabili, in cui Jacopo abbozza anche un cantato simil rap, come nella conclusiva “ Mi sono innamorato del tuo nome, purtroppo”. Notevole invece la resa della ballata pianistica “Ogni mio passo”, dove l'ironia lascia il passo ad una riflessione generazionale, accompagnata da una slide che appare a sorpresa, che potrebbe trovare spazio radiofonico con solo un po' di coraggio da parte dei networks. Molto ma molto bella è “Perditempo”, spaccato autocritico di chi adora i tempi lenti e l'ozio, che abbina un ritmo rock ad un testo simpatico e vagamente alla Ivan Graziani.

Un grande in bocca al lupo a Jacopo, impegnato in diversi progetti artistici, perchè abbia la fortuna che merita.